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PARQUET PREFINITO, UNA GUIDA PER LA SCELTA


Il parquet prefinito è una delle soluzioni più adottate negli ultimi tempi grazie alla sua praticità e al suo costo inferiore rispetto al parquet di tipo tradizionale.
Questo tipo di pavimentazione ha infatti la caratteristica di essere direttamente calpestabile dopo la posa.
In questo si differenzia dal parquet in legno massello, che invece necessita di particolari trattamenti di lamatura e verniciatura.

Come scegliere il parquet prefinito?
Se stai prendendo in considerazione l’idea di posare questo tipo di parquet per la ristrutturazione della tua casa, in questa breve guida troverai un po’ di consigli su come sceglierlo al meglio in base alle caratteristiche e al metodo di posa.

PARQUET PREFINITO: CARATTERISTICHE GENERALI

A differenza del parquet in legno massello, che è costituito interamente da legno nobile, il parquet prefinito è formato da due o più strati, di cui solo quello più esterno (detto strato nobile da calpestio) è fatto di questo materiale.
Lo strato più interno (detto supporto) è invece costituito da legni poveri e derivati del legno.

Per questo motivo il parquet prefinito ha un costo inferiore, ma ciò non significa assolutamente che abbia delle prestazioni di minore qualità, anzi!

Le tavole di parquet prefinito vengono chiamate comunemente listoni, e hanno uno spessore tra i 7mm e i 14mm.
Se però la stanza dove vuoi posare il parquet è particolarmente piccola, potresti optare per dei listoncini, che hanno dimensioni inferiori.

In commercio esistono vari tipi di parquet prefinito, e il prezzo può variare in base a quanto il legno è pregiato. In linea di massima i legni più pregiati e resistenti sono:

  • Rovere
  • Ciliegio
  • Castagno
  • Teak
  • Iroko

Per quanto riguarda i prezzi, si varia dai 30-45 euro /mq del rovere, ai 40-45 euro /mq del ciliegio, fino ai 50 euro /mq del teak.

LA MESSA IN POSA E I VANTAGGI

Il parquet prefinito può essere posato in due diversi modi:  

  • Posa incollata
  • Posa flottante

Nel primo caso il parquet va incollato al suolo con un prodotto apposito.
La tecnica deve essere molto precisa, in quanto il suolo deve essere livellato perfettamente.

La posa flottante richiede invece meno precisione, poiché in questo caso i listoni sono semplicemente appoggiati. Questo può a sua volta avvenire in due modi:  

  • Direttamente sul pavimento preesistente
  • Sopraelevata, cioè su di un supporto metallico preparato appositamente

Tra le due pose, la più consigliata è quella sopraelevata.
Questa offre la possibilità aggiuntiva di essere smontata e rimontata in una nuova abitazione.
Nel caso si scelga questa variante, il parquet avrà però al di sotto del supporto metallico anche un ulteriore strato fatto generalmente in abete o betulla.

Un ulteriore vantaggio è inoltre la facile manutenzione.
Questo tipo di parquet infatti non richiede particolari operazioni di pulizia e si mantiene in ottime condizioni anche per 15-20 anni.

Se sceglierai un parquet prefinito infine ti potrai sbizzarrire per quanto riguarda la geometria di posa.
Dalla classica spina di pesce, al cassero regolare, l’importante è scegliere un disegno non troppo complicato e affidarsi alle mani di un esperto che saprà posare i listoni con precisione.

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