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INTONACO ARMATO, UNA NUOVA SOLUZIONE PER PROTEGGERE GLI EDIFICI

In seguito ai diversi eventi sismici che si sono verificati in Italia negli ultimi anni, si è reso necessario intervenire per rinforzare la struttura degli edifici.
Un tradizionale intervento di consolidamento strutturale tuttavia può venire a costare parecchio.
Il prezzo può aggirarsi infatti sui 300 euro/mq e non sempre è possibile sostenere una spesa del genere, nonostante le detrazioni fiscali di cui è possibile usufruire.
Negli ultimi anni si è però diffusa una soluzione più economica per rinforzare gli edifici, l’intonaco armato. 

Questo è un tipo di intervento di miglioramento della struttura edilizia che ha molti vantaggi sia dal punto di vista economico che tecnico.
L’intonaco armato consente infatti di incrementare la solidità degli edifici in modo diffuso e omogeneo.

Vediamo le caratteristiche dell’intonaco armato, i campi di applicazione e le norme che regolano questo tipo di intervento.

COME È FATTO L'INTONACO ARMATO?


L’intonaco armato viene detto nel linguaggio tecnico CRM (Composite Reinforced Mortar) ed è composto da:

  • Una rete preformata in composito (FRP)
  • Degli angolari preformati che hanno la funzione di dare solidità in corrispondenza degli angoli

La rete e gli angolari sono fatti in carbonio e fibra di vetro e vengono immersi in una malta strutturale a base di calce cementizia.
Questi vengono poi a loro volta legati tra loro tramite dei connettori sempre in fibra di vetro e resi più solidi da degli ancoranti chimici.

L’intera struttura ha lo scopo di migliorare il comportamento dei muri di un edificio di fronte ad eventuali episodi sismici.
In particolare, le reti preformate aumentano la resistenza alla trazione, mentre la malta assorbe gli sforzi da compressione.

Le prestazioni di un intonaco armato possono essere condizionate tuttavia dal fattore climatico, perciò è sempre bene informarsi sulla qualità dei materiali impiegati per realizzarlo.
Per quanto riguarda il costo, questo si aggira intorno ai 130 euro/mq.

QUANDO APPLICARE L’INTONACO ARMATO

Un rinforzo di tipo CRM è regolamentato da alcune norme che determinano l’aumentare della resistenza meccanica di un edificio in base ad alcuni parametri.
La circolare di riferimento è la NTC 2018, con cui vengono stabiliti i valori minimi e massimi per quanto riguarda i parametri meccanici a seconda del tipo di muratura.

In altre parole, con questa normativa una tabella regolamenta di quanto l’intonaco armato dovrà andare ad irrobustire la muratura in base a come questa è fatta (muro in mattoni pieni, in pietra tenera, ecc…).

Ad ogni modo, questo tipo di intervento viene effettuato nei seguenti casi:

  • In seguito ad eventi sismici
  • Per il consolidamento di strutture degradate
  • Per l’adeguamento sismico e il miglioramento di edifici storici
  • Per intervenire sulla struttura di edifici civili e industriali

APPLICAZIONE DELL'INTONACO ARMATO

Per quanto riguarda l’applicazione, bisogna innanzitutto svolgere una valutazione preliminare per stabilire il tipo di intervento che andrà fatto.
Il vecchio intonaco consumato va rimosso, ed è necessario poi procedere a spazzolare e lavare bene la muratura, in modo che il calcestruzzo possa legarsi meglio.

In seguito andrà perforata la muratura per ancorare la rete preformata e gli elementi di collegamento. Il tutto sarà infine bagnato con la miscela legante tramite spruzzatura e compressione. 

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