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CONVERSIONE DEL PIGNORAMENTO

La conversione del pignoramento è uno degli ultimi baluardi di difesa che chi ha la casa pignorata può impiegare per evitare la vendita in asta della propria abitazione.
Questo articolo sulla conversione del pignoramento è uno dei tanti che andremo a pubblicare per dare quante più informazioni possibili a chi vive il dramma del pignoramento immobiliare ed è alla ricerca di una soluzione.
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CONVERSIONE DEL PIGNORAMENTO, COSA È E COME FUNZIONA

La conversione del pignoramento è lo strumento, normato dall'articolo 495 del codice di procedura civile, mediante il quale è possibile sostituire la cosa pignorata con una somma di danaro.

Per capire meglio questo concetto cerchiamo di analizzare una situazione tipo dove l'esecutato ha subito un pignoramento sul proprio immobile e quest'ultimo non è stato venduto o assegnato ad un potenziale acquirente.
In questa fase è possibile richiedere l'istanza di conversione del pignoramento; un particolare importante è che la suddetta istanza potrà essere presentata solo una volta.
Questa regola è fondamentale perché blocca qualsiasi tentativo da parte del pignorato di creare ritardi nella esecuzione immobiliare.

Per avviare l’istanza servono però i soldi, è infatti prevista una cauzione pari ad 1/6 del debito totale; tale versamento dovrà essere eseguito versando un assegno circolare intestato alla procedura contestualmente alla presentazione dell'istanza.

In seguito a questo Il giudice fisserà una udienza entro 30 giorni dove, sentite le parti, determinerà l'ammontare delle spese totali e la rateazione applicata.
Parliamo di somme totali perché oltre all’ammontare dei debiti verranno calcolate tutte le spese legali legate al pignoramento.

La rateizzazione invece potrà essere concessa fino ad un massimo di 48 rate e gli interessi calcolati saranno quelli legali.
È importante che il debitore sia puntuale con i pagamenti in quanto viene sopportato solo un ritardo di 30 giorni sul pagamento di una rata.
Se tutto si svolge secondo prassi i creditori verranno pagati ogni sei mesi, la procedura verrà sospesa ed al pagamento dell'ultima rata il pignoramento sarà da considerarsi estinto.

Nel caso in cui il debitore non rispetti i pagamenti le somme fino ad allora versate verranno considerate come un bene pignorato aumentando perciò la possibilità di recuperare i crediti.

Come avrai notato, lo strumento della conversione del pignoramento è utilissimo per sospendere una esecuzione immobiliare e chiuderla definitivamente se si è puntuali nel pagamento.
A livello teorico è tutto molto bello ma questa opzione è di difficile attuazione se il debito è molto alto.

Immaginiamo, giusto per fare un esempio numerico, una esposizione totale di 100.000 €, questo comporterebbe il versamento della cauzione di 1/6 e cioè 16.666 €; poi si dovrà far fronte alle rate versando 1.786 € al mese per 48 mesi.

Se una persona è stata pignorata perché non riesce a pagare la rata del mutuo difficilmente avrà la forza per rispettare questo piano di rientro.
Diversa è la situazione se parliamo di importi bassi infatti in questo caso, molto presumibilmente, l'esecutato sarà in grado di far fronte ai pagamenti.

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